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Abbinata alle corporazioni dei notai e scrivani, reca raffigurato sullo stemma il maschio del Castello, con pontile ed aquila in ocra su fondo azzurro.
La Contrada ricalca i confini che un tempo definivano la Contrada di Sant'Andrea, dal nome dell'omonima chiesa posta a fianco della Chiesa di Sant'Ambrogio. Il suo nome è legato alla dimora ducale, il castello appunto.
Tra i suoi abitanti illustri si ricordano: Pier Candido Decembrio, umanista e letterato, già segretario del Duca Filippo Maria Visconti e di Papa Nicolò V, Precettore ducale dei figli di Francesco Sforza, tra i quali Ludovico il Moro; il castellano Notaro Giacomo da Policastro, comandante del Presidio Ducale in castello; nobili di corte, dame di compagnia, ecc.
La Contrada è associata alla Parrocchia di Sant'Ambrogio (Duomo).
CORPORAZIONE DEI NOTAI E DEGLI SCRIVANI
A corte gli scrivani avevano il compito di redigere testi, mentre i notai curavano la legge.
Solo il signore conosceva l'arte della scrittura e lasciava che i suoi figli venissero istruiti in tal senso da un precettore.
Francesco I Sforza aveva chiamato uno dei più illustri umanisti quale insegnante di Ludovico Maria, Pier Candido Decembrio.
Sono noti gli esercizi di grammatica del Duca raccolti in un quaderno miniato.
(ASCV -
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NOTAI E SCRIVANI
Il tema dei giuristi, causidici e notai e del loro operare a Vigevano nel corso del XV secolo, si sviluppa secondo due ottiche precise: una per così dire "sociale" e la seconda "professionale".
Si tratta per le famiglie locali di avere componenti del gruppo famigliare che esercitassero una di queste professioni come segno di affermazione sociale o di consolidamento del prestigio raggiunto nella società vigevanese del tempo, se non addirittura come titolo per accedere alle cariche della amministrazione ducale.
Di capire, dall'altra attraverso le modalità con cui tali categorie esercitavano la professione, il ruolo di esperti di diritto e quindi mediatori tra la legge, il potere, la sua amministrazione e la società di Vigevano.
Pier Candido Decembrio fu un illustre concittadino che assolse a questo ruolo.
I PRODOTTI
La Contrada di Castello presenta sontuose tavole imbandite con piatti di selvaggina (fagiani, lepri, cinghiali), ben cucinata dai cuochi del castello per gli amici del Duca, dopo le battute di caccia con il falco nelle riserve ducali del fiume Ticino.