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Abbinata alle corporazioni dei mugnai e dei panettieri, reca sullo stemma una pianta di ceci colore terra verde in campo oro.
La Contrada di Cicerino si snodava lungo la via che conduceva a Viginticolimnae, la porta omonima che veniva identificata sull'estimo con una pianta di ceci, dalla quale deriverebbe il nome. Tale porta immetteva in una campagna ricca di rogge, canali e mulini.
Il privilegio ducale dell'uso di tali acque fu concesso da Francesco I Sforza a Cristoforo Ambrogio de' Silva, ricco proprietario terriero, procuratore e membro del governo del Comune. Egli potè costruire ponti e mulini, così fiorirono i forni per il pane.
La Contrada è associata alla Parrocchia dell'Addolorata.
CORPORAZIONE DEI MUGNAI E FORNAI Cristoforo Ambrogio de Silva, nobile abitante della Contrada, possedeva alcuni mulini azionati dalle acque delle rogge site fuori dalla porta di Cicerino.
I suoi forni producevano pane per il borgo.
Si conoscono, inoltre, i nomi di Zanetto Stefano e Giovanni Starone (mugnai) e di Antonio de Previde (venditore di pane e olio).
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MUGNAI E FORNAI Si conoscono i nomi di alcuni fornai sparsi per la città: quello di Cicerino, S. Martino (presso la Chiesa di S. Francesco), Griona, Costera, Valle, Crosia, Strata, Urbano, S. Antonio, Larate (presso la Chiesa di S. Maria del Popolo), Predalata, Piazza, S. Andrea (presso la Chiesa di S. Ambrogio).
Molti di questi forni, di proprietà comunale, dovettero essere venduti dalle città nel XVII sec. per fare fronte alle ingenti tasse con cui il governo spagnolo di Milano, per tutto il '600, gravò Vigevano e la Lombardia.
I PRODOTTI
La vivanda offerta dalla Contrada di Cicerino è una zuppa di ceci, piatto tipico dei contadini di questa terra. La Contrada produce inoltre pane di svariate forme e qualità.
Sito web: www.cicerino.it