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Abbinata alla corporazione dei Fabbri, reca sullo stemma una torre in argento poggiante su tre cime di un monte in campo azzurro.
Situata sulla "costiera", la parte più alta dell'abitato, conserva il convento di San Pietro Martire dei Padri Domenicani, fondato nel 1445 per volontà della famiglia ducale milanese. Qui visse, predicò e morì il 5 ottobre 1470 il Beato Matteo Carreri, proclamato a voce di popolo protettore della città.
Il signore di Contrada è Giovanni Giacomo Pietro de' Bastici, proprietario terriero, membro del Consiglio dei Dodici nell'amministrazione del Comune, egli trattò la pace con Francesco Sforza nle 1449, per conto del libero Comune di Vigevano.
Nel 1445 donò una parte del terreno costiero per l'erezione del Convento dei Padri Domenicani. Altro monumento, presente nella contrada, è il Palazzo Sanseverino; costruito in epoca sforzesca, esso era la residenza del comandante dell'esercito sforzesco.
La Contrada è associata alla Parrocchia di San Cristoforo in San Pietro Martire.
CORPORAZIONE DEI FABBRI
La vicinanza della Contrada al Castello, alle sue cucine e scuderie, ci ricorda l'antico mestiere del fabbro e del maniscalco che appronta gli attrezzi da cucina, gli strumenti per l'agricoltura e le ferrature dei cavalli.
Venivano forgiate inoltre armi, pugnali, spade, scudi, maglie e armature.
In Vigevano operavano Pietro Maria Barbasso, fabbro, e Girolamo de Urbis, maniscalco.
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ARTE DEI CORAZZAI E SPADAI I suoi iscritti fabbricavano ogni tipo di armi da offesa e da difesa, le quali ebbero rinomanza mondiale soprattutto per l'accuratezza della loro lavorazione e per la buona tempera.
Il Comune di Firenze, primo interessato all'acquisto di armi e armature, stabilì per legge la specialità dell'acciaio da impiegare per la tutela delle milizie.
L'arte elesse a proprio Protettore San Giorgio, al quale innalzò una statuta, opera di Donatello, all'esterno di Orsanmichele.
I PRODOTTI
La Contrada di Costa, tra i propri prodotti, offre il "Sacchetto del Pellegrino": le porte del convento si aprivano per dare del cibo ai pellegrini e viandanti. Il "sacchetto" conteneva vivande a piacere, secondo la disponibilità dei frati.
Sulle tavole della Contrada si potevano trovare noci e frutta secca con biscotti di farina grezza oltre a mostarde, confetture di frutta e barattoli di miele.
sito web: www.contradadicosta.it