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I dolci del Palio

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La cotignola

La Cotignola

Il perchè della torta

L'amore e la sensibilità per le radici storiche di una città come Vigevano hanno spinto il Comitato a ricercare e a proporre nuove idee. Il Palio non è solo la festa di una domenica o la disputa dei giochi, ma una realtà che esprime molteplici aspetti, indicazioni culturali e testimonianze storiche. Ora ha trovato anche qualcosa di "molto vero e buono": un dolce per la città.
La mela cotogna e le nocciole sono i componenti principali della torta. Questa nuova iniziativa nasce grazie a due elementi fondamentali: le mani esperte di un abile artigiano e i frutti che maturano in autunno, nella stagione del Palio.

La leggenda dell'albero del melo cotogno
Muzio Attendolo, soprannominato presto "lo Sforza" per il suo vigore e la sua potenza fisica, nacque a Cotignola il 28 maggio 1369 da una famiglia delle più ricche della citta, gli Attendoli. All'età di 13 anni, spinto dai bollori marziali che nutriva nel cuore, furtivamente e all'insaputa del padre andò in guerra, dopo aver preso dalle stalle di famiglia uno dei cavalli migliori.
Un'antica leggenda racconta che lo Sforza lanciò una zappa fra i rami di un albero, presumibilmente un melo cotogno, per decidere del suo destino: se fosse caduta a terra avrebbe continuato a fare il contadino, ma la zappa rimase impigliata dandogli il consenso per partire.
Il nome della città di Cotignola trae appunto origine dall'attitudine del terreno alla coltivazione della mela cotogna divenuta simbolo nello stemma degli Attendoli prima e del Comune poi.

"Chomo fare subito la Cotognata"
Toi la mella e mondala, poy la grata; varda che non vada la granella dentro la gratitura e lassala sugare per dui zorni.
Il suco che fa la mella lassalo pur con la mella; passa le pome gratate e per ogni tri libre de pome meti tri libre de mele (miele) e lassale stare dui zorni le pome chomo el mele; poi fale bolire sempre menandole con specie tanto che le mele sia cochte, abi mente le spezie voleno essere messe quando l'è quasi cocto il confetto, cossi quelle de chodogni.
Poi la distendi suso una tavola o suso una pietra bagnata e fai a modo de foio grosso men de mezzo dido; poy lassala rafredare e fane a modo de scacchieri in pezeti picholi e reponile in una schatolla con foie de laurano de sotto e poy de sopra dall'altra mano va menando foie de suolo in suolo; et se voi mettere spezie tra foio e foio serà molto bono.
Agi a mente ch'el vol per lo meno bollire una hora grossa e forse dui sempre menandole bene e guardale dal fumo.

da "A tavola nel Medioevo" editori Laterza

Il domenicano

Il Domenicano

Ingredienti: farina di grano tenero 00, burro, zucchero di canna grezzo, zucchero, uova, farina di segale integrale, farina di riso, mandorle, noci, nocciole, miele, confettura di mele cotogne, sale, aromi e vaniglia.

il biscotto del borgo

Il biscotto del Borgo

Ingredienti: burro, zucchero, farina di grano tenero 00, mandorle, nocciole, zucchero di canna grezzo, uova, farina di segale integrale, sale, aromi e vaniglia.

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