Menu principale:


Il Palio delle Contrade non è solo rievocazione di storici avvenimenti e di cultura rinascimentale, ma anche un "assaggio" di gusti e sapori antichi. Nell'intento di proporre al pubblico al ricostruzione delle antiche botteghe delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri si sono studiate ricette e si sono ricercati prodotti consumati realmente in quel periodo da tutte le classi sociali.
Supportate dalla ricerche appofondite di appassionati e storici dell'arte culinaria e della sua storia quali la già citata Sig.ra Rossanigo ma anche Zita Piazza e Rita Merati, si è creato un abbinamento tra contrade e pietanze, un vero binomio di gusto e storia molto apprezzato dai visitatori in occasione delle degustazioni presentate dalle dodici Corporazioni e Contrade durante la festa di primavera che si tiene sempre la secondo domenica di maggio. La nuova stagione viene salutata con fiori, musica, colori e sapori. Le Corporazioni aprono le loro botteghe nella suggestiva cornice della corte del Castello Sforzesco e, insieme alle arti e mestieri, si imandiscono tavole e si predispongono lauti banchetti. Questa rievocazione viene ripetuta in ottobre nella Strada Sotteranea del Castello Sforzesco con ingresso da via XX Settembre.
Ricordiamo ora i principali prodotti di degustazione che vengono presentati dalle Contrade: i "Biscotti del Borgo" e i "Domenicani", il vino "Rosso del Duca", il "Sacchetto del pellegrno", la tradizionale "Zuppa" cotta nei pentoloni di bronzo, vivande a base di ceci, pani di vari tipi quali con le noci, con mandorle e pepe, con mele e zucchero, pasta di pane fritta, gnocchetti fritti di pasta di pane, pan focaccia con i ciccioli, pane dolce alle prugne e noci, vivande a base di riso la cui coltivazione fu riportata in queste terre proprio in epoca sforzesca, specialità con le rane, il "Salame di testa" una vera prelibatezza alla corte del Duca, pesce d'acqua dolce pescato nel Ticino, il dolce del Palio "La Cotignola" impasto di nocciole e miele con farcitura di confettura di mele cotogne, simbolo di nobile casato degli Sforza. E poi ancora mostarde, anatre arrosto, farinate, cereali, fagioli e ceci, frutta di stagione, frittate, pane e bevande, il tutto cotto farcito ed abbellito per la presentazione, proprio come sarebbe accaduto nelle cucine del Rinascimento lombardo.

