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Il calendario 2010

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“Le acque degli Sforza”

Quest'anno si è parlato molto di acque Ducali in città, soprattutto in occasione della mostra organizzata nella seconda scuderia del Castello per l'anno dedicato a Leonardo. L'acqua si sa è un bene molto prezioso. "Sora acqua" la chiamava San Francesco e tra le "Chiare, dolci e fresche acque" Petrarca incontrava la sua innamorata.
L'acqua èda sempre fondamentale per ogni genere di attività: in agricoltura, nelle manifatture di lana e negli opifici della seta; i fabbri hanno bisogno dell'acqua per le loro forge e gli armaioli per muovere le macine dei mulini per "traversare e sgurare" le armi. I mugnai e i contadini ne usano per muovere le macine e così anche i falegnami. L'acqua come l'oro che già si poteva pescare nel Ticino dietro autorizzazione ducale.
Il Ticino era l'arteria principale per trasporti di merce e persone, passaggio obbligato tra Milano e Pavia. Guado e porto per la nostra città di Vigevano. Per l'uso delle acque di cui il nostro territorio era ricchissimo, grazie a fontanili e risorgive, grazie a canali e navigli progettati già in epoca viscontea, grazie alle opere di bonifica eseguite dai monaci di diversi ordini, il Duca di Milano concedeva particolari privilegi.
L'acqua era guardata dai suoi funzionari che sovrintendevano ai "campè", ai lavoratori responsabili della pulizia di fossi e canali, e riscuotevano le tasse imposte dalle leggi. L'acqua è tanto preziosa che diventa la maggiore fonte di ricchezza della nostra terra, soprattutto grazie all'intervento di Leonardo. Leonardo ne studia i movimenti, il colore, le sfumature, la capacità di rispecchiare la natura e il cielo. Ne comprende le potenzialità e diventa ingegnere idraulico alla Corte di Ludovico il Moro.
Le "porte", le chiuse, permettono di muovere l'acqua a piacere e a volontà per le città e le campagne. Le scale presenti nelle marcite della valle del Ticino gli ispirano la costruzione del Mulino della Scala. L'acqua si conserva calda a una temperatura costante nelle marcite lungo le valli per avere un buon foraggio durante tutto l'anno grazie alla speciale pendenza dei gradini naturali. L'acqua può scendere con meno impeto laddove l'inclinazione delle colline la farebbe altrimenti consumare. Nel suo Mulino della Scala la grande ruota è mossa dall'acqua che scende gradualmente dai leggeri pendii.
La novità del calendario 2010 è rappresentata da incantevoli scorci ritratti in splendide fotografie di paesaggi creati dalle acque sforzesche. I personaggi del Palio, della Vigevano rinascimentale, animano questi ambienti naturali recando con sé attrezzi dei mestieri che necessitavano l'uso di questo bene prezioso che è l'acqua.

Da un'idea della commissione calendario dell'Associazione Sforzinda
Fotografie e grafica: Josè Lattari
Consulenza storica: Maria Rita Merati

 
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