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Il Palio di Vigevano
Simonetta Maria Grazia
Pittrice del Cencio della XXXesima edizione, nata a Vigevano, pittrice di notevole versatilità è oggi maggiormente conosciuta in Italia ed all’estero quale ritrattista di livello internazionale. Nominata di recente ritrattista Ufficiale della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie è nota per aver immortalato tra Roma, Montecarlo, Ginevra e il Vaticano, importanti personaggi della Chiesa, della Nobiltà e della cultura, varcando recentemente anche le frontiere di Siria con il ritratto delle figlie del Presidente della Repubblica siriana Bashar Al Assad.
Tra le opere vigevanesi ricordiamo il ritratto donato dalla nostra Diocesi a Sua Santità Papa Benedetto XVI, in occasione della Sua venuta a Vigevano nell’ aprile 2007. Simonetta è considerata da molti come ultima erede di quella scuola lombarda verista ‘800. Ed è proprio nello studio di Anna e Carlo Bocca e di Ermenegildo Bacchella, che Simonetta apprende giovanissima le antiche tecniche approfondendone lo studio presso il restauratore Fabrizio Frattina.
Laureatasi in giurisprudenza presso l’Università di Pavia, abbandona quasi subito la carriera forense per dedicarsi alla pittura. A sancirne l’internazionalità artistica sarà la personale mostra allestita nel 2001 a Montecarlo nel centro culturale S.A.S. del Principe Alberto del quale diventa ben presto “membre active”. A Simonetta, nel marzo 2009, l’Assessorato pari Opportunità del Comune di Vigevano, le dedica una mostra personale nel nostro Castello Sforzesco ed ottiene un successo con ben 7000 visitatori in 21 giorni.
In Seminario e presso la chiesa dell’Immacolata sono conservate due tele “grande Pala” . Oggi.. il Palio, per il suo 30° anniversario, Simonetta ha voluto fondervi simbolismo e tradizione, Drago e ritratto, paesaggio tradizionale e metafisica.
Così Simonetta ci dice: “E’ un onore e spero che il mio nome e la mia, sir pur rara, presenza vigevanese possa tener vivo il ricordo della grande scuola da cui provengo ed a cui non ho la presunzione di paragonarmi, sperando in futuro in una grande mostra dei maestri che in Vigevano hanno creato una scuola d’arte che ha lasciato testimonianze anche all’estero.
Visita il sito www.mariagraziasimonetta.it
Commento al Cencio della XXX edizione
Ho sempre pensato che l’intensa espressione di Papa Wojtyla “non abbiate paura” si integrasse pienamente con la promessa del Beato Matteo di difendere per sempre la città di Vigevano. Così, nel mio “cencio”, ho rappresentato il Padre Domenicano, nostro Protettore, nell’atto di allontanare col Crocefisso impugnato nella mano destra, il minaccioso Drago incombente sul Borgo (il Serpente antico che è chiamato Diavolo o Satana .. Giovanni, Apocalisse: 12,9) mentre, con la mano sinistra, si pone a difesa della città come per dire alle genti: “non abbiate paura .. io vi proteggerò!”
Il Drago, seducente, policromo, animale dal “mal sottile” (così definito dal Beato matteo), ebbro di disperata, insaziabile furia omicida urla la sua rabbia ed impotenza non riuscendo ad oltrepassare la luminosa, trasparente cortina di protezione scaturente dalla mano del Beato. Inizia così un sottile gioco di contrapposti: gli sguardi si fronteggiano, la mano del Patrono e l’artiglio satanico si confrontano forti e decisi ed il mantello del Drago dall’insidiosa trasparenza mistificatrice tenta di confondersi (e confonderci) con la trasparente coltre del bene. A nulla valgono però gli inganni dell’ambiguità e la violenta aggressività predatrice... l’antico “omicida” non riesce ad abbattersi sul Borgo e al suo mantello corto e lacero non è dato di arrivare là dove giunge invece il lungo manto del Patrono. Nel cielo tempestoso bianche nubi disegnano l’immagine della Croce, e nell’oscurità si fa strada la luce salvifica di un raggio trinitario scaturente dal piccolo sole-ostia alle spalle del Beato. E’ la vittoria della “promessa” del Patrono sul “male”, ma racchiude anche la più generica speranza nella promessa divina del possibile Riscatto Umano. Sotto la dimensione celeste si estende la Città di Vigevano (la cui immagine è ricavata da un’antica stampa).
Avvolto dall’ingnara serenità di chi è consapevole e nello stesso tempo dimentico di presenze trascendenti la dimensione umana, il paesaggio (corredato dagli stemmi delle dodici Contrade e del Palio) è simbolicamente posto tra il cielo e la terra, inevitabilmente coinvolto nel rapporto ancestrale degli allora Signori Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.
Alle loro spalle. immerso nel verdeggiante e rigogliosa campagna lombarda scorre l’azzurra e sinuosa vena del fiume, immagine criptica dal simbolismo ambivalente tipico dei miei dipinti. E’ il Ticino, ma è anche il richiamo al messaggio teologico dell’acqua, fonte di vita nuova ed eterna, speranza di vittoria della luce sulle tenebre, dell’acqua sul deserto del male: nell’acqua nasciamo, nell’acqua veniamo battezzati e prima di diventare polvere viviamo tra il sacro e il profano, tra le difficoltà di scelta quotidiane in cui ci aiuti ricordare: “non abbiate paura ... io vi proteggerò!”
Maria Grazia Simonetta
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