Mercanti - Sito ufficiale del Palio di Vigevano

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Mercanti

Personaggi e altro

Abbinata alle corporazioni dei sarti e dei merciai, reca sullo stemma il Caduceo d'oro con due serpenti verdi in campo argenteo.
La Contrada comprendeva un territorio molto piccolo: un triangolo  tra le vie Caduti per la Liberazione, Giorgio Silva e via San Francesco. La prima si chiamava "Cuntrà di marcont" e la seconda "Ra Beccheria". In esse si aprivano le botteghe dei sarti e dei mercanti di spezie e stoffe, e quelle dei macellai. Il signore di contrada è Giovanni Giacomo del Pozzo, mercante di profumi, spezie, pellicce, gioielli e altro. Suo discendente fu Giovanni Battista del Pozzo, notaio e procuratore. Tra i nomi di sarti e mercanti si ricordano: Giovanni Saccomanni, sarto; Caterina Tecamolli, sarta; Giovanni Longo, pellicciaio.
La Contrada è associata alla Parrocchia San Dionigi in San Francesco.

CORPORAZIONE DEI MERCANTI, SARTI E MERCIAI
Nella contrada esisteva una strada con la denominazione "cuntra dei marcant", strada su cui si affacciavano le botteghe dei mercanti di stoffe, pizzi, merletti, pellicce, profumi, ori e spezie.
Alla corporazione prendevano parte i sarti, le agugiare e gli apprendisti del mestiere.
Lungo tale via aveva la sua bottega Giovanni Giacomo del Pozzo, il mercante più ricco di Vigevano.
Giovanni Antonio longo è ricordato tra i mercanti, mentre tra i sarti troviamo Giovanni Saccomanni e Caterina Taccamolli.
(ASCV - Archivio Storico Comune di Vigevano)

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I SARTI Secondo alcuni studi, l'esistenza di una scuola di sarti parrebbe attestata in Milano già nel 1102.
Nel passato, la sartigianeria era una professione limitata nell'autonomia dalle richieste della committenza; ogni Signore aveva uno stile nel vestire.
Inoltre quest'ultimo dirigeva tutte le fasi della confezione del suo abito.
Nel milanese i concorrenti più diretti dei sarti erano i pattari, cui spettava anche la compravendita di abiti usati, successivamente modificati e poi rimessi sul mercato.

I PRODOTTI
La Contrada presenta una tavola imbandita con piatti in peltro e legno sui quali vi sono bruschette di pane secco con salumi vari, aromi e spezie. Tipico della Contrada è il "Salame di Testa", una prelibatezza molto apprezzata alla corte del Duca.

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