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Presentazione Palio dei Fanciulli 2012

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XII PALIO DEI FANCIULLI 2012

Il dodicesimo Palio dei fanciulli è stato scelto sulla base dei 120 elaborati dei ragazzi che frequentano gli oratori delle dodici parrocchie a cui abbiamo deciso di unire anche quelli dell'oratorio cittadino del Negrone. La classifica è stata complicata da redigere, come sempre in questi casi: il vincitore è Jacopo De Giuli, 7 anni, di San Pietro Martire. Subito dietro di lui Davide Longo, 10 anni, di Fatima e Valeria Concina, 10 anni, della Madonna Pellegrina. Segnalazione anche per i lavori di Giada Fontana e Riccardo Vecchia, di 6 anni e del Sacro Cuore. Il disegno di Jacopo diventa così il tema dominante del cencio del dodicesimo Palio dei fanciulli; è stato realizzato su tela da Alessia Brusorio.

A livello di comunicazione, ritorna il giornalino del palio per maggio e ottobre: in una situazione economica particolare, un ringraziamento è doveroso a sponsor e amici che credono nella nostra iniziativa e nel nostro lavoro. Noterete poi i totem pubblicitari, che sono la novità di questa edizione, e che riportano il programma 2012 per esteso: sono stati realizzati da Roberto Casati.  

Tornando al programma del prossimo week-end...
Sabato sera, dalle 21.30, la Notte Sforzesca alla luce delle fiaccole. Domenica, dalle 10, si apre la giornata dedicata ai più giovani, con i giochi organizzati dall'oratorio cittadino (ringraziamo don Riccardo e il seminarista Roberto). Sarà possibile degustare i prodotti della locanda e alle 12 si svolgerà la messa al campo. Nel pomeriggio, dalle 15.30, la sfilata del corteo storico con Corte, Corporazioni e Figuranti; giunti in Castello la rievocazione del Calendimaggio e successivamente la disputa del Palio dei fanciulli.     


Il vicepresidente e responsabile Commissione pubblicità Sforzinda Alessandro Rossetti

“Le Contrade alla Corte Sforzesca”  -   XII edizione Palio dei Fanciulli.

Sabato 12 Maggio  -   Notte Sforzesca
Il tema scelto per questa edizione è il valore e il coraggio delle donne vigevanesi che nel 1449 sostennero Camilla Rodolfi nella difesa delle mura del borgo contro l’assedio delle milizie Sforzesche di Francesco Sforza, Conte di Pavia.
La storia…
Nel 1449, dopo aver spontaneamente avuto la signoria di Pavia, Francesco Sforza si accinse ad assediare Milano per prenderla "per fame cercando di spargere meno sangue possibile". Fu distolto da questo obiettivo dalla necessità di assediare il borgo Vigevanese che aveva espulso il podestà ed il Comandante del presidio. Lo Sforza passò il Ticino a Parasacco ed intorno al 18-19 maggio arrivò sotto le mura del borgo. Gli abitanti di Vigevano si erano rifugiati tutti in Castello lasciando le mura viscontee indifese, lo Sforza fece venire da Novara il Colleoni con i suoi uomini e pose l'assedio: fece porre le macchine di fronte al luogo detto "Estimo di Costa", fra Porta Nuova e Porta di Valle. I primi giorni furono spesi tra assalti e bombardamenti con i vigevanesi che opponevano strenua resistenza all'arma bianca. Lo Sforza ordinò di proseguire il bombardamento delle mura, ma gli assediati si difesero anche con sacchi di lana che rendevano quasi innocui i proiettili.
Francesco Sforza ordinò un nuovo assalto promettendo cento ducati al primo soldato che fosse entrato, cinquanta al secondo, venticinque al terzo ed il diritto di saccheggio a tutto l'esercito. Per sette volte la fanteria sforzesca assalì le mura e fu respinta, ma all'ottavo assalto gli assediati furono colti in un momento di debolezza e gli sforzeschi riuscirono a superare le difese e trovarono  nel cortile del Castello un forte numero di donne capeggiate da Camilla Rodolfi che, raccolte le armi dei caduti si batterono come uomini. L'avanguardia sforzesca si trovò circondata da un gruppo di donne: la sorpresa diventò panico e per evitare di essere intrappolati tra due drappelli di difesa si ritirarono nei loro accampamenti. Il 6 giugno 1449 Abramo Ardizzi prese contatti con il Conte Francesco Sforza e trattò la pace. Vigevano accettò Francesco Sforza come suo Signore ottenendo di tenere un contingente armato nel suo Castello, fu anche annullato il diritto al saccheggio, ponendo il borgo sotto la protezione di Bianca Maria Visconti. Le truppe sforzesche sulle prime protestarono ma poi finirono con l'accettare le decisioni del loro Comandante. Il 13 dicembre 1449 furono firmate le norme ed i privilegi concessi dopo la resa del borgo e questi sono conservati in copia cartacea autentica presso l'Archivio Storico del Comune di Vigevano. Il borgo di Vigevano ed il suo Castello fu residenza molto gradita al Duca Francesco Sforza che, quando vi soggiornava amava vedere le donne vigevanesi con la corazza e le armi in ricordo del loro coraggio.

La Notte Sforzesca
Le donne vigevanesi vestiranno le mezze armature e, impugnando le armi, sfileranno scortate da armigeri Sforzeschi dinnanzi alla popolazione vigevanese e, soprattutto, dinnanzi al Duca Francesco I Sforza. Sarà celebrato il ricordo di quell’avvenimento tanto caro al Duca.
Ma succederà qualcosa di imprevisto: due armigeri di Francesco Sforza, Ruggero del Gallo e Epirota, detto il “Grande Albanese”, entrambe invaghiti di Camilla Rodolfi, si sfideranno a duello.
Solo uno di loro avrà la fortuna di ottenere dal Duca il consenso per il suo fidanzamento con Camilla.
Forse Camilla non andrà in sposa a nessuno di loro…..
La storia ce lo dirà…

Domenica 13 maggio - Quante novità nel mercato rinascimentale!

La commissione storica dell’Associazione Sforzinda ha voluto approfondire, già a partire dallo scorso Ottobre, la ricostruzione dei mestieri partendo dalle iconografie più celebri del 1400, tramandate dai più famosi pittori del tempo.
Le Contrade hanno saputo proporre in quell’occasione, nella strada Sotterranea della strada Coperta, alcune suggestive ambientazioni, con attrezzi e  manufatti ricostruiti con sapiente cura. Anche per l’edizione primaverile del Palio, le 12 contrade proporranno un vero mercato rinascimentale nel vasto spazio del Cortile del nostro Castello. Suddivise per tipologia di lavorazione formeranno una sorta di itinerario tra i mestieri testimoniati a Vigevano nel Rinascimento. Le 12 Corporazioni  saranno liete di accogliere i visitatori in questo magico viaggio nel passato.
Si potranno così assaggiare vari tipi di pane e focacce, pasta e dolci presso i fornai di Cicerino, quali derivati delle farine sapientemente macinate dai mugnai della stessa Contrada; avremo un vero e proprio pollaio presso Predalata, che offrirà carni bianche cotte sul fuoco e frittate di ogni sorta; Costa mescerà del buon vino rosso del Duca, della birra prodotta nel Convento dei Frati Domenicani e ci offrirà del miele. In questo spazio esteso sotto l’ex-Circolo Ufficiali, per tutto il giorno, sarà possibile degustare le leccornie e pranzare ai tavoli della nostra locanda. Vicino alle tre Contrade di Cicerino, Predalata e Costa troveremo Strata con i contadini e i prodotti della terra di stagione, Contado con il banco dei pescatori su cui metteranno in bella mostra il pescato del fiume Ticino. Un angolo dedicato dunque ad alcune delle attività più antiche legate al ciclo naturale della vita del borgo.
Le altre corporazioni si disporranno nella zona sotto la Falconiera dando vita a una serie di botteghe artigianali legate alle vere e proprie Corporazioni di Arti e Mestieri.
San Martino ricostruirà la bottega dei maestri di pietra e di muro, ovvero i muratori e i pittori.
Costa presenterà la bottega dei fabbri che forgeranno i ferri per i cavalli delle scuderie ducali e altri attrezzi per armigeri e le cucine.
San Crispino rievocherà la lavorazione del cuoio e del pellame con ciabattini e calzolai.
Valle la lana e Bronzone la seta e la tessitura degli arazzi.
Predalata, con i cercatori d’oro, spiegherà come si cavano le pagliuzze dal fiume azzurro e presenterà quest’anno la bottega di un orafo.
I Mercanti avranno stoffe pregiate, profumi e spezie. Nella stessa contrada si vedrà anche la bottega dei sarti con abiti lussuosi per i nobili e abiti riadattati per il popolo.
Griona presenterà il gabelliere delle acque e i suoi guardiani, nominati dal Duca per la raccolta dei dazi sull’uso delle acque di fossi e canali di sua proprietà.
Castello, che rappresenta gli abitanti del nostro Maschio, presenterà lo scrivano, addetto alla trascrizione di atti importanti e il precettore a corte dei Principi Sforza insieme a tutti i passatempi di corte come il gioco degli scacchi, il ricamo, le danze e altri svaghi.
Con i giochi tradizionali del tempo e una tenda da campo delle milizie sforzesche si completa lo spaccato di vita di una giornata di festa nel borgo rinascimentale all’epoca degli Sforza.

Maria Rita Merati
Responsabile Commissione Storica
Associazione Sforzinda


SORTEGGIO GIOCHI

1^ Manche
PREDALATA
BROZONE
S.S.CRISPINO E CRISPINIANO

2^ Manche
COSTA
STRATA
CASTELLO

3^ Manche
MERCANTI
VALLE
CONTADO

4^ Manche
CICERINO
GRIONA
SAN MARTINO

 
 
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