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Abbinata alle corporazioni dei muratori e scalpellini, reca sullo stemma, colore terra verde in campo azzurro, San Martino a cavallo che offre il mantello al mendico nudo.
La Contrada occupava l'attuale via Dante sino alla Piazza di San Francesco. Fuori dalla Porta di San Bernardo, poi, sorgevano il Borgo di San Martino e la chiesa omonima.
Nel territorio della Contrada esiste ancora il "Pio Istituto de' Rodolfi", fondato da Cristoforo de' Rodolfo con il nome di "Casa di Caritade delli Poveri di Cristo". Cristoforo era proprietario di case e botteghe e fu membro del Consiglio dei Dodici Saggi.
Nella chiesa di San Bernardo aveva la sua sede la Corporazione dei Muratori e degli Scalpellini; ancora venerati sono i loro Santi protettori, i S.S. Massimo e Florio.
La Contrada è associata alla Parrocchia dell'Immacolata.
CORPORAZIONE DEI MURATORI E SCALPELLINI Al confine con l'antico borgo di San Martino, sorgeva la chiesa di San Bernardo, la quale ospitava la corporazione protetta dai Santi Massimo e Florio.
I maestri di pietra, muratori e scalpellini, erano noti per le innumerevoli costruzioni realizzate in questo periodo.
Tra essi Pietro Barbasso e Giovanni Ferrari che riparò la vecchia stalla del castello nel 1450, mentre Giovanni Maria Amedeo era scalpellino.
Bartolomeo de' Palma, Maestro di muro, dipinge nel maggio 1450 le insegne sulle quattro porte del borgo e in castello.
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ARTE DEI MESTIERI DI PIETRA E LEGNAME
Comprendeva tutte quelle arti inerenti alla costruzione di edifici, sia che si occupassero di muratura che delle parti in legname, ed includeva anche gli architetti, famoso tra questi Andrea Orcagna.
L'Arte elesse quali protettori i Santi Castorio, Simproniano, Nicostrano e Semplicio, conosciuti comunemente come i Quattro Coronati.
ARTE DEI VASAI
Ancora più povero e legato all'uso quotidiano è il lavoro che plasma l'umile creta per ottenere vasi, scodelle, piatti lavorati al tornio e cotti in forni piuttosto rudimentali.
Benché vari siano gli strumenti usati dal vasaio, anche in questo caso nulla sostituisce l'abilità e il gesto sicuro dell'artigiano ed è un incanto osservare come l'argilla molle cambi di forma e spessore sotto il tocco leggero delle dita del vasaio.
I PRODOTTI
La Contrada offre vivande a base di riso (risotti, torte e biscotti), la cui coltivazione era stata provata in quelle terre proprio in epoca sforzesca.