SS.Crispino e Crispiniano - Sito ufficiale del Palio delle Contrade di Vigevano in onore del Beato Matteo Carreri

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Contrada dei Santi Crispino e Crispiniano
La Contrada dei Santi Crispino e Crispiniano, nei colori giallo e blu, è associata alla Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore e reca sullo stemma i due Santi al "deschetto" in azzurro su piano giallo e fondo blu.
La Contrada si allarga nel territorio in direzione di Cassolnovo e Gravellona, regione nota con il nome di "Battù". Tale nome ci ricorda le battute di caccia che si svolgevano in questa zona leggermente collinare, ricca di boschi e frutteti. In questo territorio vivevano i fratelli Marcolino, Nicolino e Francesco Barbavara, i quali vedono riconfermato dal Duca Francesco I Sforza, nel 1450, il privilegio di usare le acque del canale Nigra, proveniente dal fiume Ticino e sito tra Cerano e Cassolnovo, per costruirvi Mulini e ponti.
Il nome della Contrada ci ricorda i Santi protettori della Corporazione dei Calzolai e Ciabattini, nonché lavoratori del cuoio e sellai.

CORPORAZIONE
La Contrada è abbinata alle corporazioni dei ciabattini e dei calzolai: questa antica arte era presente in Vigevano per la produzione di calzari, selle e finimenti per cavalli.
L’Arte dei Correggiai inquadrava tutti gli artigiani che confezionavano cinghie, scudi, balestre e quant'altro di cuoio serviva per uso militare, ed ebbe grande importanza quando in guerra si usavano le sole armi bianche, mentre decadde man mano dopo l'invenzione delle armi da fuoco.
L’Arte dei Cuoiai e Caligai comprendeva tutti coloro che si occupavano della concia del cuoio e delle lavorazione del pellame. La concia delle pelli è stata fino a qualche decennio fa una delle primarie attività dell'industria Vigevanese, tramandandosi fin dai tempi antichi. Le pelli venivano acquistate nei macelli cittadini, ma anche importate dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalle vallate alpine, dalla Barberia e dalla Palestina.
La Contrada mostra fasi di riparazione e di manifattura di calzari e scarselle, cinture e altri oggetti in cuoio e pelle. In cuoio venivano realizzati anche i finimenti dei cavalli e le briglie: in un castello in cui c’erano molti cavalli per la caccia e lo svago questo aspetto era ancora più importante che per i calzari.

I PRODOTTI
La Contrada offre il dolce tipico del Palio: la "Cotignola", impasto di nocciole e miele con farcitura di confetture di mele cotogne, simbolo del nobile casato degli Sforza.

ALBO D’ORO
La Contrada è quella che vanta il maggior numero di vittorie: 1992, 1998, 1999, 2001, 2002, 2004, 2006, 2011, 2015 e 2017.
A queste si aggiungono anche le vittorie del Palio dei Fanciulli del 2002 e del 2009.
 

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