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Il Palio delle Contrade di Vigevano nacque nel 1981 all’interno di una realtà locale povera di proposte culturali-
La prima edizione del Palio delle Contrade della città di Vigevano si svolse così la sera di domenica 11 ottobre 1981, festa del Beato Matteo. Le coreografie e il gioco vennero preparati quasi all’ultimo momento. I costumi, inventati in pochi giorni, volevano riportare i vigevanesi indietro nel tempo, nel XV secolo, quando il Beato Matteo percorreva le strade della Vigevano medievale.
Il gioco era molto semplice: ognuna delle allora nove contrade partecipava con tre concorrenti, due ragazzi ed una ragazza. I primi dovevano sostenere su una portantina la dama e trasportarla attraverso un apposito percorso ad ostacoli, lungo la ripida via Carrobbio, per arrivare sino alla piazza Beato Matteo. Quella corsa delle Portantine ebbe un successo insperato tale da convincere gli organizzatori a riproporre l’anno successivo il Palio, migliorando la progettazione e l’organizzazione dell’evento.
La necessità di inquadrarlo in un particolare momento storico consigliò gli organizzatori di ambientare la manifestazione nel Periodo Ducale, nel quale la città ebbe un’espansione urbanistica e una rilevanza politica, religiosa e culturale oltre i propri confini. Grazie al Palio molti vigevanesi e turisti poterono ammirare almeno parte del Castello, bellissimo monumento fino ad allora inaccessibile e dunque totalmente sconosciuto.
Poiché il Palio era divenuto una ricorrenza apprezzata dai vigevanesi, nel 1989 fu istituito il Pre-
Nel 1993 nacque poi l’appuntamento di maggio, caratterizzato dalla suggestiva cerimonia del giuramento del Castellano, con lo scopo di estendere l’interesse del Palio anche al di là del periodo che comprendeva le due domeniche di ottobre. Scopo principale dell’iniziativa era, però, quello di svelare i retroscena, la fatica e la ricerca storico-
Nel 2000 questa domenica primaverile venne contraddistinta, per la prima volta, dalla ricostruzione di un mercato rinascimentale con tanto di prodotti tipici della terra e dell’artigianato dell’epoca. Questo era inserito in una vera e propria festa rinascimentale, introdotta dalla sfilata dei personaggi della corte degli Sforza e dei rappresentanti delle contrade. Alla festa parteciparono giocolieri, giullari, cantastorie, arcieri, fabbri, danzatori e guerrieri, che si esibirono nell’uso delle armi medioevali. Ma la caratteristica più importante della manifestazione fu la partecipazione dei bambini in un semplice gioco. È il preludio di quello che divenne, l’anno successivo, “Il Palio dei Fanciulli”.
Dal 2001 i bambini, infatti, divennero i veri protagonisti della domenica di maggio e tutt’oggi competono tra di loro svolgendo
gli stessi giochi di ottobre rivisti e corretti per la loro età.
... Oggi...
il Palio si colloca in un ben definito ambito grazie alla rispondenza di un pubblico che gratifica le imprese e l’impegno di contradaioli e organizzatori. Il Palio ben presto è diventato “patrimonio di tutta la città”. La manifestazione si è via via arricchita come immagine, come numero di figuranti (ormai oltre quattrocento), come iniziative collaterali.
Il Palio delle Contrade di Vigevano ha visto accrescere, negli ultimi anni, la propria fama. Tutti i giornali, anche quelli nazionali, hanno parlato e parlano del Palio, inserendolo, ormai, negli appuntamenti dei mesi di maggio e ottobre. Questo perché gli organizzatori del Palio hanno saputo farlo conoscere, progettando un’attenta e precisa campagna promozionale e di pubbliche relazioni. Sempre più spesso è facile poter vedere immagini e servizi sulla manifestazione anche nelle emittenti radiotelevisive locali e nazionali.
Accanto ai personaggi del Corteo Ducale, raffiguranti le antiche famiglie nobili del borgo vigevanese (recuperate attraverso una fedele ricerca storica effettuata dal Comitato organizzatore della manifestazione), oggi si possono ammirare i popolani, riuniti nelle differenti corporazioni, che animano il borgo medioevale ricreato nel cortile del Castello Sforzesco.
Il Palio è stato arricchito in questi ultimi anni dalla creazione di alcuni gruppi storici:
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I gruppi, nati per rievocare la cultura del rinascimento e animare le manifestazioni organizzate da Sforzinda, offrono anche a realtà esterne la possibilità di intrattenimenti davvero speciali.
Al Palio delle Contrade occorre riconoscere il merito di aver favorito l’incontro tra la città ed i suoi monumenti storici. Il cortile del Castello, così come la Piazza Ducale, non sono mai stati concepiti dal Palio solo come luogo per i giochi, ma bensì come ambienti privilegiati nei quali far rivivere la storia e la cultura della città.
Il Palio guarda continuamente al futuro con la consapevolezza di avere ancora tante cose da offrire alla città.

